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Ridurre i consumi energetici è una priorità per molte aziende industriali, ma ogni intervento deve confrontarsi con un’esigenza fondamentale: mantenere produttività, continuità e prestazioni degli impianti.
Per questo la riduzione dei consumi parte dalla conoscenza di come viene utilizzata l’energia nello stabilimento. Analizzare i carichi, le condizioni della rete elettrica e le inefficienze presenti permette di individuare interventi compatibili con l’operatività dell’impianto e concentrarsi sulle aree con un reale potenziale di miglioramento.
Per una panoramica più ampia sulle strategie disponibili puoi approfondire il tema del risparmio energetico aziendale.
Ridurre i consumi senza ridurre la produzione
In un impianto industriale consumare meno energia non deve necessariamente significare diminuire le ore di funzionamento dei macchinari o rallentare i processi produttivi.
Una parte dei consumi può infatti essere collegata alle condizioni con cui l’energia viene distribuita e utilizzata all’interno dello stabilimento.
Perdite nella rete elettrica, energia reattiva, distorsioni armoniche, squilibri e altre anomalie possono contribuire alle inefficienze dell’impianto anche quando la produzione procede regolarmente.
Individuare questi fenomeni permette di valutare interventi orientati a ridurre l’energia utilizzata a parità di lavoro svolto.
Il primo passo è conoscere l’impianto
Prima di scegliere una tecnologia è necessario capire come si comporta realmente la rete elettrica.
L’analisi dei consumi e delle principali grandezze elettriche permette di individuare eventuali criticità e distinguere gli interventi che possono produrre un risultato concreto da quelli poco rilevanti per lo specifico stabilimento.
La diagnosi permette inoltre di valutare le caratteristiche dei carichi, le condizioni operative e le problematiche di Power Quality presenti nell’impianto.
Questo approccio consente di intervenire sulla base dei dati e di definire soluzioni coerenti con le caratteristiche effettive dello stabilimento.
Intervenire sull’impianto esistente
La riduzione dei consumi può riguardare anche impianti e linee produttive già operative.
In questi casi l’obiettivo è individuare le inefficienze presenti nella rete che alimenta i macchinari e integrare eventuali soluzioni correttive senza impostare il progetto sulla sostituzione dell’intero parco produttivo.
È un approccio particolarmente interessante negli stabilimenti nei quali macchinari e processi sono già adeguati alle esigenze produttive, ma esiste ancora un margine di miglioramento nell’utilizzo dell’energia elettrica.
Per approfondire questo approccio puoi consultare la pagina dedicata all’efficientamento energetico industriale.
EP-X: ridurre i consumi a parità di lavoro
EP-X è la soluzione Energia Europa sviluppata per generare efficientamento energetico attraverso la riduzione dei disturbi e delle perdite presenti sulla rete elettrica.
Il dispositivo viene integrato nell’impianto esistente e permette di intervenire sull’energia che alimenta i carichi senza modificare il processo produttivo.
Il principio alla base dell’intervento è quindi particolarmente semplice dal punto di vista dell’azienda: mantenere il lavoro svolto dall’impianto riducendo l’energia necessaria per alimentarlo.
Le performance dipendono dalle caratteristiche della rete e devono essere valutate sulla singola installazione.
Un’applicazione reale: il caso Stefanplast
Un esempio di questo approccio è rappresentato dallo stabilimento Stefanplast di Villaganzerla, dove Energia Europa ha installato due dispositivi EP-X sulle due principali linee produttive.
Le linee alimentano prevalentemente macchinari di produzione e presse a iniezione ad elevata potenza. Dopo la messa in servizio è stato eseguito il test di misura previsto dal protocollo utilizzato da Energia Europa.
I dati pubblicati nella referenza riportano un efficientamento medio misurato del 5,35%, con 665.000 kWh di energia efficientata.
Il caso mostra come un intervento sull’impianto elettrico possa essere inserito in un contesto produttivo già operativo e come il risultato debba essere verificato attraverso misurazioni sull’installazione reale.
Misurare il risultato dell’intervento
La riduzione dei consumi deve poter essere verificata.
Per questo il monitoraggio è una fase importante del progetto: permette di confrontare le condizioni dell’impianto, controllare le performance delle soluzioni adottate e verificare nel tempo i risultati raggiunti.
Energia Europa struttura i propri progetti Power Quality attraverso tre fasi: diagnosi, implementazione e monitoraggio.
La misurazione consente quindi di passare da una previsione di risparmio a un risultato verificabile sui dati dell’impianto.
Da dove partire per ridurre i consumi energetici
Ogni stabilimento presenta caratteristiche differenti, quindi il punto di partenza è capire dove si trovano le inefficienze e quanto incidono sui consumi complessivi.
Un percorso efficace parte dall’analisi della rete elettrica, individua le criticità realmente presenti, valuta gli interventi compatibili con le esigenze produttive e misura successivamente i risultati ottenuti.
In questo modo la riduzione dei consumi può diventare parte del processo di miglioramento dell’impianto, mantenendo al centro la continuità dell’attività produttiva.
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Domande frequenti
È possibile ridurre i consumi senza fermare la produzione?
Gli interventi sulle inefficienze dell’impianto elettrico possono consentire di ridurre i consumi mantenendo invariato il lavoro svolto dai processi produttivi. Il risultato dipende dalle caratteristiche del singolo impianto.
È necessario sostituire i macchinari?
Non necessariamente. In presenza di inefficienze della rete elettrica è possibile valutare interventi integrabili nell’impianto esistente.
Quanto si possono ridurre i consumi?
Il risultato dipende dalle condizioni della rete, dai carichi e dalle inefficienze presenti. Per questo deve essere valutato e misurato sulla singola installazione.
Qual è il primo passo?
Analizzare consumi e condizioni della rete elettrica per individuare le criticità e valutare dove esiste un reale margine di miglioramento.
