ZES Unica

Un’opportunità concreta per le imprese per sostenere gli investimenti produttivi, accelerare l’innovazione e rafforzare la competitività aziendale.

La legge di bilancio 2026, quindi, ha esteso agli anni 2026, 2027 e 2028, il credito d’imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale unica (ZES unica).  Le regioni coinvolte sono Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo. Dal 2025 si sono aggiunte anche alcune aree di Marche e Umbria.

Il limite complessivo di spesa è fissato in 2.300 milioni di euro per il 2026, mille milioni di euro per il 2027 e 750 milioni di euro per il 2028.

Il credito d’imposta Zes unica 2026 è senz’altro la miglior opportunità per le aziende che vogliono investire nelle regioni agevolate per l’acquisto di beni strumentali e immobili. Il 2026 è il miglior anno per usufruire di questa misura considerato che si tratta dell’annata con più budget.

Per il 2026, il credito è calcolato sugli investimenti effettuati tra 1° gennaio e 31 dicembre 2026.

L’investimento minimo consentito per poter accedere al credito d’imposta Zes unica 2026 è 200.000 euro. L’importo massimo è, invece, di 100 milioni di euro.

Per ottenere il beneficio è obbligatoria una certificazione rilasciata da un revisore legale, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese e la loro corretta rilevazione contabile.

Ai fini della fruizione del credito d’imposta per l’anno 2026, gli operatori economici interessati devono inviare all’Agenzia delle entrate una comunicazione dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, nella quale devono essere indicati l’ammontare delle spese sostenute per gli investimenti realizzati dal 1°gennaio 2026 e l’ammontare delle spese che prevedono di sostenere per gli investimenti realizzati fino al 31 dicembre 2026. 

Il credito è utilizzabile solo in compensazione tramite modello F24.

E’ cumulabile, entro i limiti previsti, con altre agevolazioni. Ad esempio con l’iperammortamento.

Chi può fruire del credito

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione e dalla forma giuridica. L’unico requisito sostanziale riguarda la localizzazione: la struttura produttiva deve trovarsi nelle zone delle regioni ammesse.

I settori d’impresa esclusi dalla Zes unica sono l’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. Anche le aziende attive nei trasporti non possono accedere all’agevolazione, ad eccezione di quelle che si occupano del magazzinaggio e del supporto ai trasporti e delle relative infrastrutture.

L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in stato di liquidazione o di scioglimento ed alle imprese in difficoltà. Le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nella ZES unica per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento medesimo, pena la decadenza dai benefici goduti.

Interventi ammessi

I benefici si ottengono con investimenti in beni strumentali, anche ottenuti tramite locazione finanziaria.
Si può investire in nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o di nuovo insediamento.
Si possono acquistare terreni e acquisire, realizzare o ampliare immobili strumentali agli investimenti che siano destinati alle strutture produttive in territorio ZES.

Aliquote percentuali del contributo ZES unica 2026

Campania, Puglia, Calabria, Sicilia:

  • piccole imprese: 60%
  • medie imprese: 50%
  • grandi imprese: 40%

Basilicata, Sardegna, Molise:

  • piccole imprese: 50%
  • medie imprese: 40%
  • grandi imprese: 30%

Abruzzo, Marche e Umbria:

  • piccole imprese: 35%
  • medie imprese: 25%
  • grandi imprese: 15%

Le aree di Taranto e di Sulcis hanno delle aliquote speciali. Nel caso del capoluogo di provincia pugliese la percentuale è del 50% per la grande impresa, del 60% per la media impresa e del 70% per la piccola; per il territorio sardo le aliquote sono le stesse applicate a Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Parametri per definire la dimensione dell’impresa

  • Grande impresa – oltre 249 occupati fatturato annuo superiore ai 50 milioni un bilancio annuo superiore a 43 milioni,
  • Media impresa – da 50 a 249 occupati fatturato annuo non superiore ai 50 milioni  un bilancio annuo non superiore a 43 milioni,
  • Piccola impresa – da 10 a 49 occupati fatturato o bilancio annuo non superiore ai 10 milioni.

Spese ammissibili

Con il credito d’imposta Zes unica 2026 è possibile agevolare gli investimenti di beni strumentali nuovi, tramite acquisto o leasing, di macchinari, attrezzature e impianti. La misura si può utilizzare anche per l’acquisto o il leasing di terreni e immobili strumentali, nonché la loro realizzazione o ampliamento, nel caso degli immobili. In questo caso specifico il valore dei terreni e degli immobili da agevolare con la Zes unica 2026 non può superare il 50% del costo dell’investimento complessivo.